Archivi categoria: casa e design

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Una pietra fossile: la pietra della Lessinia, molto utilizzata per gli arredamenti

Oggi nell’ambito dell’arredamento di design con pietre fossili, parleremo più o meno diffusamente  di una particolare pietra, molto usata in passato: “la Pietra della Lessinia”. Questa già conosciuta come “Pietra di Prun” , è una pietra calcareo-marnosa che si presenta a strati di spessore variabile da 2,5 a 30 cm, con colorazioni rossastre, rosee e talvolta bianco-grigiastre, separati da veli argillosi. I sedimenti più pregiati li possiamo trovare sul Monte Loffa. La Pietra della Lessinia viene sfruttata principalmente per la produzione di lastre, usate per il decoro esterno delle abitazioni, ma ne vengono ricavati anche stupendi complementi di arredo.

Vediamo nel dettaglio la sua storia e il suo utilizzo.
Innanzitutto possiamo distinguere un utilizzo per così dire storico e locale ed un utilizzo non locale. Il suo uso locale affonda le sue radici addirittura nella preistoria. Le case della regione in cui affiora questa pietra, un tempo, venivano costruite in pietra e legno, nonché i rudimentali arredi. Un esempio è dato dalle cosidette “Laste da coèrti” erano destinate ai tetti, sostenute da travi naturali fatte da tronchi di conifere. Le case erano prevalentemente a più piani, una cucina a terra con laste come pavimento, un camino più o meno elaborato fatto con pietre di grosso spessore, la parte esterna tutta in pietra e gli interni ai piani superiori in legno. Inoltre molto spesso i confini fra le proprietà venivano delimitati da queste lastre di pietra fossile di piccolo o medio spessore. Nella zona intorno a Verona e in quasi tutte le città della pianura padana, oltre che per l’edilizia, la Pietra della Lessinia veniva usata per le pavimentazioni dei marciapiedi o per le zone destinate al traffico pedonale. Sin dal medioevo era trasportata via terra fino all’Adige, dove, in porti specializzati proseguiva lungo vie d’acqua. La difficoltà del trasporto la poneva in condizioni di utilizzo meno comune rispetto ad altre pietre. Attualmente questa pietra fossile è usata in maniera prevalente in esterni, ma non disdegna anche l’arredamento interno, integrando gli elementi fossili in un tavolino da salotto in vetro .

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Traslocare con i bambini, ecco dei suggerimenti

Gestire un trasloco è complicato infatti, la fatica che si prova, specialmente se lo spostamento coinvolge un nucleo familiare, si mischia con la curiosità del “nuovo”. L’obiettivo finale è sempre quello: una sistemazione più accogliente, più confortevole e magari anche più bella. Se questi sentimenti sono comuni negli adulti, altrettanto accade nei bambini, specialmente se piccoli. Allo stesso modo dei genitori o dei fratelli più grandi, i piccoli tendono a vivere il trasloco fra il panico per quello che sta accadendo e il caos che percepiscono, unito all’entusiasmo per qualcosa che sta per accadere. Come fare quindi a gestire il trasloco in presenza dei bambini?

Organizzarsi per tempo
Approfittate di ogni momento libero per preparare gli scatoloni, cercando di riporre gli abiti con criterio. In questo modo, quando dovrete sistemarli nella nuova casa, vi verrà tutto più facile.
Cercate di coinvolgere il vostro bambino
Se non è troppo piccolo potreste pensare di coinvolgerlo nei preparativi dei traslochi Monza. Facendo così, il bambino inizierà ad interiorizzare il prossimo cambiamento fino ad abituarsi. Fatevi aiutare da lui nello “smontare” casa pezzo per pezzo, sicuramente il risultato non potrà che essere divertente.
Fategli capire che la casa sarà diversa
Quando si avvicina il giorno del trasloco, dovrete lasciare il vostro bambino ai nonni o alla baby sitter, in modo tale da sbrigare le ultime cose con calma. Ma prima di portarlo a chi se ne prenderà cura, dovrete spiegargli cosa sta succedendo e che quando ritornerà, non sarà più nella vecchia casa ma in una più bella.

Prestate maggiori attenzioni alla sua cameretta
Durante i giorni del trasloco è normale che ci sia caos, infatti se è possibile, dovreste lasciare ancora il bambino ai nonni, in modo tale da fare un po’ di ordine. Quando rientra il piccolo, arriva il momento di renderlo partecipe a sistemare la cameretta. In questo modo personalizzerà il suo spazio, iniziando a sentirlo come suo.

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Illuminazione architetturale di design

Quali sono gli aspetti da considerare nell progettazione dei lampadari?

La progettazione di un sistema d’illuminazione richiede la considerazione di innumerevoli fattori come la quantità di luce presente, la funzionalità, l’energia spesa, nonché l’impatto estetico del sistema di illuminazione. In alcuni edifici, come i centri chirurgici e impianti sportivi, le soluzioni d’illuminazione hanno l’obiettivo principalmente di fornire la giusta quantità di luce per l’attività associata.

In altri edifici, come magazzini e uffici, l’obiettivo è  principalmente il risparmio di denaro attraverso l’efficienza energetica del sistema di illuminazione. Nei  casinò e teatri, invece si cerca di migliorare l’aspetto e l’impatto emotivo dell’ architettura attraverso i sistemi di illuminazione, come i lampadari moderni.

Pertanto, è importante che gli studi sulla luce fotometriche di produzione e degli apparecchi siano equilibrate con l’applicazione artistica di luce come mezzo nel nostro ambiente costruito. Questi sistemi di illuminazione elettrica dovrebbero anche prendere in considerazione gli impatti  e di idealmente essere integrate con sistemi di illuminazione diurna. I fattori coinvolti nella progettazione dei lampadari sono essenzialmente le stesse come quello sopra descritto nell’analisi del risparmio energetico.

L’illuminazione architetturale di design si concentra su tre aspetti fondamentali della illuminazione di edifici o spazi. Il primo è l’estetica di un edificio, un aspetto particolarmente importante per l’illuminazione di ambienti commerciali. In secondo luogo, l’aspetto ergonomico: la misura di quanto siano funzionali i giochi di luce. In terzo luogo è la questione dell’efficienza energetica per assicurare che l’energia utilizzata non venga sprecata da un eccesso di illuminazione, sia per illuminare spazi vacanti inutilmente o fornendo più luce di quanto necessario per l’estetica o per la funzione.

Ognuno di questi tre aspetti si vede in modo molto dettagliato, quando il lighting designer è al lavoro. In estetica, il lighting designer tenta di aumentare l’attrattiva generale del disegno, misura se debba essere sottilmente miscelato in background o se deve stare fuori, e valutare che tipo di emozioni l’illuminazione dovrebbe evocare. Gli aspetti funzionali del progetto possono comprendere la necessità che il progetto sia visibile (notturno principalmente, ma anche di giorno), l’impatto di luce sulle problematiche progettuali e di sicurezza (abbagliamento, colore confusione ecc).